mercoledì 27 novembre 2013

Pier Paolo Pasolini, Il PCI ai giovani

Mi dispiace. La polemica contro
il Pci andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, cari.
Non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati:
peggio per voi.
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come ancora si dice nel linguaggio
goliardico) il culo. Io no, cari.
Avete facce di figli di papà.
Vi odio come odio i vostri papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete pavidi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati:
prerogative piccolo-borghesi, cari.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti. 

Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da subtopie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli; la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida, che puzza di rancio
furerie e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
è lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in un tipo d’esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!

sabato 17 agosto 2013

Le nostre povere biblioteche, maltrattate dall'incuria delle istituzioni e da chi ci specula sopra ...

Utile esempio di come in Italia si ama non affrontare i problemi ma piuttosto sguazzarci dentro, speculandoci sopra nel proprio interesse è un articolo apparso sul quotidiano "La Repubblica" del 3 agosto scorso sulla disgraziata situazione delle biblioteche nostrane.

A proposito di un atto di speculazione morale su una vicenda compassionevole

Recentemente, alla fine di luglio, sono stati rimessi in libertà tre dei quattro agenti di polizia implicati nel caso Aldrovandi, mentre, per ragioni tecnico-procedurali, solo alla fine di agosto verrà rimesso in libertà il quarto. Il che, si spera, farà superare alla comunità ferrarese una vicenda triste e compassionevole e porrà le basi per una pacificazione e conciliazione, lungi dalle aberranti polemiche che si sono avute ancora nei mesi scorsi. Un esempio vale su tutti, un articolo apparso in prima pagina de "La Repubblica" il giorno 28 marzo 2013, all'indomani di una discussa manifestazione del sindacato di polizia COISP davanti al Comune di Ferrara. E sarà utile riprenderlo e trattarne in questa sede.

C’è e ci deve essere sempre compassione per i morti. La vita di un giovane ragazzo morto nel lontano 2005 a causa dell'uso eccessivo della forza da parte di quattro poliziotti ha lo stesso valore della vita di un giovane carabiniere morto in servizio perché preso a bastonate alle spalle da un gruppo di giovani già strafatti che andavano a un rave party in occasione del 25 aprile del 2011, nel corso di un banale controllo stradale.  Non importa se il primo morto tornava evidentemente da una serata di bagordi e fosse fatto di sostanze eccitanti, che forse non gli hanno fatto percepire la gravità dell’usare resistenza e violenza (tra l'altro il povero ragazzo era pure un campioncino di arti marziali, a quanto pare) a pubblici ufficiali in servizio, i quali non hanno saputo dal canto loro tenere il sangue freddo e hanno risposto con ulteriore e brutale violenza irrazionale, mentre il secondo morto stava semplicemente svolgendo il proprio dovere a tutela della Repubblica e al servizio dei cittadini.

mercoledì 15 maggio 2013

Errare è umano, perseverare diabolico, veramente tanto diabolico !

Errare è umano, perseverare diabolico, ma veramente tanto diabolico !
E' utile prendere spunto da uno scritto di un pennivendolo nostrano per rimarcare ancora una volta quanto l'oligarchia radical chic, che tanta responsabilità ha nei disastri di questo Paese, viva in un mondo a parte, in una bolla irreale, piena soltanto di polvere, risentimento e frustrazione. L'articolo cui ci riferiamo, pubblicato l'11 maggio scorso su un periodico che osa goliardicamente chiamarsi "Left", insiste sulle occasioni mancate delle candidature di Stefano Rodotà e di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica, e depreca l'alleanza PD-PDL che attualmente governa il Paese (ma si tratta peraltro della stessa maggioranza che sosteneva il governo Monti !). Puntualizza che "non c’è niente in comune tra l’attuale alleanza di governo e quelle del 1943 o del 1976". E certo ! L'autore, in quanto storico, dovrebbe sapere che ogni momento storico è unico, irripetibile, e che bisogna sempre andar cauti coi paragoni. Ma al di là di questo egli si muove sul terreno del giudizio morale.

domenica 21 aprile 2013

Costituzione della Repubblica Italiana


Nicolae Ceausescu e Giorgio Napolitano 

Parte seconda
Ordinamento della Repubblica

TITOLO II
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Art. 83.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
Art. 84.
Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici.
L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
Art. 85.
Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

lunedì 15 aprile 2013

Finocchiaro spara: Renzi "miserabile". Da che pulpito la predica !

Non che adori Travaglio ma l'articolo che segue, tratto da un numero di Micromega del 2007 aiuta a capire o ricordarsi di molte cose ... E mentre l'Italia affonda, si perde tempo prezioso a causa della banda di bullocrati con gravi problemi psichiatrici dell'apparato PD. Altro che Matteo il rottamatore ci vorrebbe !

ANNA FINOCCHIARO, VITA E OPERE DI UNA SÉGOLÈNE CON L’INCIUCIO
di Giuseppe Giustolisi e Marco Travaglio
MicroMega  4 - 2007

La Ségolène de’ noantri è nota per la sua modestia. Infatti, l’anno scorso, quando Giorgio Napolitano fu eletto al Quirinale, dichiarò al Corriere: “ Un uomo con il mio curriculum , l’avrebbero già fatto presidente della Repubblica”. Ma Anna Finocchiaro è nota pure per le sue eccezionali capacità politiche. Infatti, come capogruppo dell’Ulivo al Senato, all’inizio di quest’anno riuscì a far passare una mozione di Calderoli sull’Afghanistan. E quando, a fine febbraio, Fassino ebbe la bella pensata di far prelevare a Torino Sergio Pininfarina, assente al Senato da otto mesi, per rafforzare le esangui truppe unioniste intorno alla mozione D'Alema sulla politica estera, lei rassicurò il suo gruppo: «Tranquilli, è arrivato Pininfarina». Cinque minuti dopo, la mozione D'Alema veniva bocciata grazie anche all'astensione di Pininfarina, che con la sua presenza aveva alzato il quorum senza che nessuno gli spiegasse che astenersi, al Senato, equivale a votare contro. Un'ora dopo, Prodi saliva al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Eppure, per imperscrutabili motivi (a parte la sua proverbiale, quasi leggendaria avvenenza), Anna Maria Finocchiaro detta Annuzza, nata il 31 marzo 1955 a Modica (Ragusa) ma cresciuta a Catania, iscritta al Pci a 17 anni, laureata in legge a 25, funzionario alla Banca d’Italia filiale di Savona a 26, pretore di Leonforte (Enna) a 27, pm di Catania a 30, parlamentare da quando ne aveva 32, cioè da vent'anni giusti, è l’astro nascente dei Ds. l’amica dalemiana in grado di contendere la leadership del futuro Partito democratico a Walter Veltroni, suo coetaneo.

domenica 7 aprile 2013

Psicodramma politico senza fine

Il disfacimento a cui l'atteggiamento di Bersani sta portando il PD è divertente. Meno divertente e più grave è il fatto che si stia perdendo tempo e si stia tenendo il Paese in stallo, senza governo, o peggio ancora in mano a Dracula-Grigiocrate-Monti... Non c'è che dire: Bersani e il suo entourage hanno dimostrato fattivamente quanto gliene freghi del Paese e delle sue sorti. Niente ... Di questa gente inetta e mediocre vorremmo fare volentieri a meno. Che tra l'altro vorrebbe governare senza avere la maggioranza né nel Paese (25% PD, 29% dei votanti intera coalizione centro-sinistra, ricordiamo) né nel Parlamento (al Senato mancherebbero "solo" quaranta parlamentari per averla) e si interstardisce su opzioni impossibili. Mancanza totale di maturità democratica, senz'altro. Ma anche mancanza totale di logica, di intelligenza politica e infine...di sanità mentale. Il che, seppur faccia ribrezzo, fa tirare un sospiro di sollievo pensando al fatto che l'opzione di governo Bersani-Monti (accordo fatto ben prima delle elezioni) non si sia realizzata, respinta con vigore dalle urne, da un popolo che Bersani crede scemo ma è molto più furbo di lui (anche se ci vuol poco). Non è immaginabile verso quale ulteriore catastrofe una simile opzione avrebbe potuto condurre il Paese.

giovedì 4 aprile 2013

Viva la psichiatria araba democratica !


Il mio corpo mi appartiene e non rappresenta l'onore di nessuno

Premetto che i metodi delle Femen non mi sono mai parsi condivisibili e anzi sono a mio avviso AVVILENTI ma... di qui a dichiarare malate mentali delle persone di cui non si condividono metodi o idee ce ne corre...

Il caso dell'attivista femminista tunisina Amina Tyler ha destato un po' (non troppo, a dir vero) scalpore.
Si è mostrata a seno nudo per protestare contro la situazione delle donne nel suo Paese. Apriti, cielo ! Scandalo ! Vade retro, Satàn ! Per gli integralisti duri e puri andava lapidata, per quelli più "moderati" "bonariamente" fustigata in pubblica piazza ... fortunatamente per Amina il suo è un Paese le cui istituzioni sono (formalmente) laiche, leggermente più civilizzato di quelli come l'Iran che impiccano in pubblico le donne incinte per (sospetto) adulterio. Qual è stata la brillante soluzione laica? Affidarla, di fatto agli arresti domiciliari, alla propria famiglia (di musulmani tradizionalisti off course, al punto che pare che il cugino l'abbia simpaticamente picchiata con violenza per insegnarle a stare al mondo), dichiararla malata psichiatrica e riempirla di barbiturici (o altre schifezze ancora peggiori). Bel modo di trattare un dissidente che si esprime liberamente ! Chapeau !

lunedì 1 aprile 2013