mercoledì 27 novembre 2013

Pier Paolo Pasolini, Il PCI ai giovani

Mi dispiace. La polemica contro
il Pci andava fatta nella prima metà
del decennio passato. Siete in ritardo, cari.
Non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati:
peggio per voi.
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come ancora si dice nel linguaggio
goliardico) il culo. Io no, cari.
Avete facce di figli di papà.
Vi odio come odio i vostri papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete pavidi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati:
prerogative piccolo-borghesi, cari.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti. 

Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da subtopie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli; la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida, che puzza di rancio
furerie e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
è lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in un tipo d’esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!

sabato 17 agosto 2013

Le nostre povere biblioteche, maltrattate dall'incuria delle istituzioni e da chi ci specula sopra ...

Utile esempio di come in Italia si ama non affrontare i problemi ma piuttosto sguazzarci dentro, speculandoci sopra nel proprio interesse è un articolo apparso sul quotidiano "La Repubblica" del 3 agosto scorso sulla disgraziata situazione delle biblioteche nostrane.

A proposito di un atto di speculazione morale su una vicenda compassionevole

Recentemente, alla fine di luglio, sono stati rimessi in libertà tre dei quattro agenti di polizia implicati nel caso Aldrovandi, mentre, per ragioni tecnico-procedurali, solo alla fine di agosto verrà rimesso in libertà il quarto. Il che, si spera, farà superare alla comunità ferrarese una vicenda triste e compassionevole e porrà le basi per una pacificazione e conciliazione, lungi dalle aberranti polemiche che si sono avute ancora nei mesi scorsi. Un esempio vale su tutti, un articolo apparso in prima pagina de "La Repubblica" il giorno 28 marzo 2013, all'indomani di una discussa manifestazione del sindacato di polizia COISP davanti al Comune di Ferrara. E sarà utile riprenderlo e trattarne in questa sede.

C’è e ci deve essere sempre compassione per i morti. La vita di un giovane ragazzo morto nel lontano 2005 a causa dell'uso eccessivo della forza da parte di quattro poliziotti ha lo stesso valore della vita di un giovane carabiniere morto in servizio perché preso a bastonate alle spalle da un gruppo di giovani già strafatti che andavano a un rave party in occasione del 25 aprile del 2011, nel corso di un banale controllo stradale.  Non importa se il primo morto tornava evidentemente da una serata di bagordi e fosse fatto di sostanze eccitanti, che forse non gli hanno fatto percepire la gravità dell’usare resistenza e violenza (tra l'altro il povero ragazzo era pure un campioncino di arti marziali, a quanto pare) a pubblici ufficiali in servizio, i quali non hanno saputo dal canto loro tenere il sangue freddo e hanno risposto con ulteriore e brutale violenza irrazionale, mentre il secondo morto stava semplicemente svolgendo il proprio dovere a tutela della Repubblica e al servizio dei cittadini.

mercoledì 15 maggio 2013

Errare è umano, perseverare diabolico, veramente tanto diabolico !

Errare è umano, perseverare diabolico, ma veramente tanto diabolico !
E' utile prendere spunto da uno scritto di un pennivendolo nostrano per rimarcare ancora una volta quanto l'oligarchia radical chic, che tanta responsabilità ha nei disastri di questo Paese, viva in un mondo a parte, in una bolla irreale, piena soltanto di polvere, risentimento e frustrazione. L'articolo cui ci riferiamo, pubblicato l'11 maggio scorso su un periodico che osa goliardicamente chiamarsi "Left", insiste sulle occasioni mancate delle candidature di Stefano Rodotà e di Romano Prodi alla Presidenza della Repubblica, e depreca l'alleanza PD-PDL che attualmente governa il Paese (ma si tratta peraltro della stessa maggioranza che sosteneva il governo Monti !). Puntualizza che "non c’è niente in comune tra l’attuale alleanza di governo e quelle del 1943 o del 1976". E certo ! L'autore, in quanto storico, dovrebbe sapere che ogni momento storico è unico, irripetibile, e che bisogna sempre andar cauti coi paragoni. Ma al di là di questo egli si muove sul terreno del giudizio morale.

domenica 21 aprile 2013

Costituzione della Repubblica Italiana


Nicolae Ceausescu e Giorgio Napolitano 

Parte seconda
Ordinamento della Repubblica

TITOLO II
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Art. 83.
Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri.
All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.
L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta.
Art. 84.
Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici.
L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.
L'assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
Art. 85.
Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
Se le Camere sono sciolte, o manca meno di tre mesi alla loro cessazione, la elezione ha luogo entro quindici giorni dalla riunione delle Camere nuove. Nel frattempo sono prorogati i poteri del Presidente in carica.

lunedì 15 aprile 2013

Finocchiaro spara: Renzi "miserabile". Da che pulpito la predica !

Non che adori Travaglio ma l'articolo che segue, tratto da un numero di Micromega del 2007 aiuta a capire o ricordarsi di molte cose ... E mentre l'Italia affonda, si perde tempo prezioso a causa della banda di bullocrati con gravi problemi psichiatrici dell'apparato PD. Altro che Matteo il rottamatore ci vorrebbe !

ANNA FINOCCHIARO, VITA E OPERE DI UNA SÉGOLÈNE CON L’INCIUCIO
di Giuseppe Giustolisi e Marco Travaglio
MicroMega  4 - 2007

La Ségolène de’ noantri è nota per la sua modestia. Infatti, l’anno scorso, quando Giorgio Napolitano fu eletto al Quirinale, dichiarò al Corriere: “ Un uomo con il mio curriculum , l’avrebbero già fatto presidente della Repubblica”. Ma Anna Finocchiaro è nota pure per le sue eccezionali capacità politiche. Infatti, come capogruppo dell’Ulivo al Senato, all’inizio di quest’anno riuscì a far passare una mozione di Calderoli sull’Afghanistan. E quando, a fine febbraio, Fassino ebbe la bella pensata di far prelevare a Torino Sergio Pininfarina, assente al Senato da otto mesi, per rafforzare le esangui truppe unioniste intorno alla mozione D'Alema sulla politica estera, lei rassicurò il suo gruppo: «Tranquilli, è arrivato Pininfarina». Cinque minuti dopo, la mozione D'Alema veniva bocciata grazie anche all'astensione di Pininfarina, che con la sua presenza aveva alzato il quorum senza che nessuno gli spiegasse che astenersi, al Senato, equivale a votare contro. Un'ora dopo, Prodi saliva al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Eppure, per imperscrutabili motivi (a parte la sua proverbiale, quasi leggendaria avvenenza), Anna Maria Finocchiaro detta Annuzza, nata il 31 marzo 1955 a Modica (Ragusa) ma cresciuta a Catania, iscritta al Pci a 17 anni, laureata in legge a 25, funzionario alla Banca d’Italia filiale di Savona a 26, pretore di Leonforte (Enna) a 27, pm di Catania a 30, parlamentare da quando ne aveva 32, cioè da vent'anni giusti, è l’astro nascente dei Ds. l’amica dalemiana in grado di contendere la leadership del futuro Partito democratico a Walter Veltroni, suo coetaneo.

domenica 7 aprile 2013

Psicodramma politico senza fine

Il disfacimento a cui l'atteggiamento di Bersani sta portando il PD è divertente. Meno divertente e più grave è il fatto che si stia perdendo tempo e si stia tenendo il Paese in stallo, senza governo, o peggio ancora in mano a Dracula-Grigiocrate-Monti... Non c'è che dire: Bersani e il suo entourage hanno dimostrato fattivamente quanto gliene freghi del Paese e delle sue sorti. Niente ... Di questa gente inetta e mediocre vorremmo fare volentieri a meno. Che tra l'altro vorrebbe governare senza avere la maggioranza né nel Paese (25% PD, 29% dei votanti intera coalizione centro-sinistra, ricordiamo) né nel Parlamento (al Senato mancherebbero "solo" quaranta parlamentari per averla) e si interstardisce su opzioni impossibili. Mancanza totale di maturità democratica, senz'altro. Ma anche mancanza totale di logica, di intelligenza politica e infine...di sanità mentale. Il che, seppur faccia ribrezzo, fa tirare un sospiro di sollievo pensando al fatto che l'opzione di governo Bersani-Monti (accordo fatto ben prima delle elezioni) non si sia realizzata, respinta con vigore dalle urne, da un popolo che Bersani crede scemo ma è molto più furbo di lui (anche se ci vuol poco). Non è immaginabile verso quale ulteriore catastrofe una simile opzione avrebbe potuto condurre il Paese.

giovedì 4 aprile 2013

Viva la psichiatria araba democratica !


Il mio corpo mi appartiene e non rappresenta l'onore di nessuno

Premetto che i metodi delle Femen non mi sono mai parsi condivisibili e anzi sono a mio avviso AVVILENTI ma... di qui a dichiarare malate mentali delle persone di cui non si condividono metodi o idee ce ne corre...

Il caso dell'attivista femminista tunisina Amina Tyler ha destato un po' (non troppo, a dir vero) scalpore.
Si è mostrata a seno nudo per protestare contro la situazione delle donne nel suo Paese. Apriti, cielo ! Scandalo ! Vade retro, Satàn ! Per gli integralisti duri e puri andava lapidata, per quelli più "moderati" "bonariamente" fustigata in pubblica piazza ... fortunatamente per Amina il suo è un Paese le cui istituzioni sono (formalmente) laiche, leggermente più civilizzato di quelli come l'Iran che impiccano in pubblico le donne incinte per (sospetto) adulterio. Qual è stata la brillante soluzione laica? Affidarla, di fatto agli arresti domiciliari, alla propria famiglia (di musulmani tradizionalisti off course, al punto che pare che il cugino l'abbia simpaticamente picchiata con violenza per insegnarle a stare al mondo), dichiararla malata psichiatrica e riempirla di barbiturici (o altre schifezze ancora peggiori). Bel modo di trattare un dissidente che si esprime liberamente ! Chapeau !

lunedì 1 aprile 2013

venerdì 29 marzo 2013

Casi psichiatrici sulla scena politica ...

Bersani è un caso psichiatrico, e anche grave. In confronto a lui, Berlusconi è un esempio di normalità. Un tizio che, sotto la minaccia di un tracollo finanziario (se avessero voluto approfittare di questa situazione gli speculatori ci avrebbero fatto un mazzo tanto ...), si è ostinato a voler formare un governo senza maggioranza parlamentare in che altro modo si può definire? Perdendo, tra l'altro, tempo in incontri inutili con parti sociali etc etc. Voleva forse, da mediocre e inetto qual è sentirsi un re per qualche giorno, sapendo che avrebbe poi dovuto per forza deporre lo scettro ancor prima di essere incoronato? Prodi-Pisolo, con ampia maggioranza alla Camera, nel 2008 cadde per una manciata di voti al Senato, a Bersani per una maggioranza appena stabile mancano QUARANTA senatori... Era irresponsabile certo Berlusconi che voleva restare al governo nel pieno della crisi! Ma Bersani che fa questi giochetti e si ostina a far melina in una situazione altrettanto e forse più drammatica, cos'è? Il tizio ha escluso a priori ogni alleanza col centro-destra. Che poi, pur pietosa, sarebbe stata ed è ancora l'unica soluzione possibile. Con un governo POLITICO attraverso il quale i politici si prendano le PIENE RESPONSABILITA' davanti ai loro elettori senza demandare le responsabilità a incompetecnici o all'asino di turno nominato Senatore a vita, per poi lavarsene le mani !

mercoledì 27 marzo 2013

Divertente tragicommedia ...

Tutto quel che sta accadendo sulla scena politica italiana dall'insediamento del nuovo Parlamento è decisamente farsesco/tragicomico. Degli irresponsabili che stanno giocando col Paese, in nome della difesa dei loro interessi particolari. Dei ciechi e degli "alienati" di cui si può soltanto misurare la straordinaria distanza rispetto ai problemi reali del Paese. Persone finite, che non accettano con sé stesse e di fronte al mondo la cruda realtà. Che cercano ancora di prendere in giro i propri compatrioti senza rendersi conto che, grazie alla crisi e alle loro politiche scellerate degli ultimi vent'anni con la ciliegina sulla torta del disastro Monti (maggioranza PD-PDL), questi non si fanno ormai abbindolare più.

sabato 9 marzo 2013

Penosi appelli radical chic

C'è da restare sconcertati a leggere, sul sito di Rotoloni Repubblica, un appello firmato da alcuni intellettuali di "sinistra" a Beppe Grillo perché formi un governo col PD. Tra i primi firmatari il fratello del defunto ex ministro dei bamboccioni, Antonio Padoa Schioppa, l'ex rettore della Normale di Pisa Salvatore Settis, il filosofo Remo Bodei. Tra le righe si percepisce la distanza di questi personaggi dai reali problemi del Paese: riferimenti a crisi e povertà molto "occasionali", insistenza su conflitto di interessi, legge elettorale, Senato "regionale", TAV, un sano pizzico di anti-clericalismo sterile che non guasta mai...
Siamo alla frutta. L'appello di quattro disperati che non vogliono veder svanire l'occasione di avere al governo gente che tuteli il loro interesse particolare. Puttanismo intellettuale condito da penosa retorica... Ridicolo... La solita spazzatura intellettualoide. Ma Grillo, per fortuna, non si lascerà ingannare da questi morti che parlano. Un problema molto più preoccupante di loro sono i coglioni che ancora si fanno abbindolare da simili frasi fatte. Speriamo in ogni caso che non troppi dei senatori grillini si lascino acquistare a questo mercato delle vacche ...

giovedì 7 marzo 2013

Il filosofo e gli ebrei


Sul “Corriere della Sera” del 19 febbraio 2013 è uscita una recensione di Paolo Mieli all’ultimo libro dello storico Paolo Simoncelli, «Non credo neanch’io alla razza». Gentile e i colleghi ebrei (Le Lettere, Firenze 2013).
Com’è noto, Gentile aderì con convinzione al Fascismo, che sostenne sino alla fine (pagando il fio della sua ostinata coerenza con la vita nel 1944, allorché a Firenze cadde vittima di un attentato), e occupò ruoli prestigiosi durante il regime (ministro dell’Istruzione fino al 1924 (prima della piena svolta dittatoriale), direttore della Normale di Pisa, direttore dell’Enciclopedia italiana etc). Ma adesione al Fascismo non volle dire adesione alle politiche razziali inaugurate dal regime a partire dalla fine degli anni Trenta. Gentile non fu mai antisemita, impedì la pubblicazione di voci che sostenessero l'antisemitismo nell'Enciclopedia Italiana da lui diretta ed aiutò diversi colleghi ebrei in difficoltà, il che è comprovato da una lunga serie di studi sulla sua figura.

venerdì 1 marzo 2013

Populismo vs mediocrità


Francamente Galli della Loggia non mi è mai stato troppo simpatico. Lo vedo come complementare ai radical chic che lo detestano. Un conservative chic, direi. Razza che non ho mai tanto frequentato (ammesso che esista), al contrario dei radical chic, che conosco bene e mi fanno ribrezzo. Bullocrati, tecnocrati o "intellettuali" che vivono in una bolla, lontani dai problemi della vita reale della gente che lavora e che soffre. Non ho motivo di credere che gli intellettuali di destra in questo Paese siano tanto diversi. Monti stesso, alla fin fine, è un "intellettuale" (lo so...) di destra.
Ma su quel che questo soggetto scrive sul Corriere del 27 febbraio si possono comunque trovare degli spunti interessanti perché, forse ricordandosi di essere uno storico, si sforza di comprendere sulla base dei fatti più che di giudicare a prescindere.

lunedì 25 febbraio 2013

Anticipazioni sui risultati dei conclavi regionali


In attesa dei risultati definitivi del conclave in svolgimento, che eleggerà il successore dell'interregnante cardinale Del Monte, ex nunzio apostolico a Bruxelles, ormai fuori dalla contesa per manifesta demenza senile precoce, la nota agenzia vaticanista Youtrend ha diffuso interessanti anticipazioni sui conclavi regionali, fondamentali per attribuire i seggi alla Camera Alta Apostolica. In estrema sintesi :

Lombardia +2,5 per l’inaffondabile cardinale di Monza e Brianza
Sicilia +3 per il cardinale di Monza e Brianza
Veneto +4 per il cardinale di Monza e Brianza
Campania +1 per il bonario cardinale di Piacenza
Puglia parità tra il cardinale di Piacenza e quello di Monza e Brianza

N.B. Queste stime sono state elaborate da un istituto ecclesiastico vicino al cardinale di Monza e BrianzaPer il dettaglio vedi qui.

domenica 24 febbraio 2013

Manche du Senat: Ipson de la Boccon rischia. Grand Prix de la Lombardie a Burlesque


Dalla nostra agenzia ippica di fiducia, Notapolitica.it

Ippodromo Homme de la Guêpe: 
Terzo è il sorprendente cinque volte stellato Igor Brick che ritocca il suo record stagionale e ferma il cronometro a 20,7''. Ipson de la Boccon non se la passa benissimo ma riesce comunque a portare a casa un dignitoso 11,3" e ad accedere al riparto dei sacchi di biada.

Ippodromo S. Walter: 
il cinque volte stellato Igor Brick porta a casa un ottimo 19,7'' mentre rischia di rimanere lontano dai sacchi di biada Ipson de La Bocconche, con soli 10'', è a rischio qualificazione

Gran Prix de la Lombardie, Manche du Senat:
Una corsa combattuta fino all'ultimo secondo e finita con un fotofinish contestatissimo. Alla fine i giudici assegnano la vittoria a Maison Liberté che così si porta a casa la maggioranza  dei sacchi di biada in palio.

Voilà, è arrivato il grande giorno !

Voilà, è arrivato il grande giorno ! Finalmente è partito il Gran Prix d'Italie, sponsorizzato dalla Fondazione Minchialberg Sachs e dalla federazione ippica europea, ed adesso non resta altro da fare che attendere i risultati ufficiali previsti per lunedì sera.
Proviamo intanto a fare il punto, secondo i risultati delle ultime e più attendibili corse clandestine. Questa la situazione che si configurerebbe per le varie scuderie alla Manche du Senat:
  • Bien Commun nel complesso otterrebbe tra i 142 e 150 sacchi di biada e il suo principale destriero Fan Idol cavalcato dal fantino Pier le Smacchiateur non andrebbe oltre i 130 sacchi
  • Ipson de Boccon è in grave crisi, dovuta soprattutto a problemi di disturbo della personalità del suo fantino manifestatisi negli ultimi giorni. Le ultime stime danno nel complesso la sua scuderia tra i 20 e i 28 sacchi, ma in caduta libera.
  • In grande spolvero appare il purosangue cinque volte stellato Igor Brick, che sicuramente supererà i 40 sacchi, ma potrebbe anche avvicinarsi e oltrepassare la quota 50.
  • Quanto alla scuderia Maison Liberté, il capofila Varenne, nonostante i problemi agli occhi e il perdurare di alcuni scompensi sessuali del suo fantino Burlesque tiene abbondantemente i 20 secondi e la scuderia nel complesso dovrebbe attestarsi ai 30 senza problemi. I sacchi di biada ottenuti per la Scuderia sarebbero leggermente sotto i 90.
  • Il guatemalteco Galopin de Zacapa non otterrebbe nessun sacco né alla Manche du Senat né alla Manche de la Chambre. Prestazione ancor più disastrosa ed idem nessuna pur minima speranza di sacchi per Non aux Declin, la cui scuderia è stata letteralmente travolta dallo scandalo di doping in cui è caduto il fantino Petit Jean. 

sabato 23 febbraio 2013

Anticipazioni sulla corsa di domenica


Domani i nostri grandi campioni si confronteranno in una gara all'ultimo trotto per il Grand Prix d'Italie. La posta in palio è alta: al primo classificato la Fondazione Minchialberg Sachs e la Federazione Europea di Sport Equestri assegneranno un kit completo da spalatore di sterco di cavallo. Anticipazioni sullo stato di salute delle scuderie vengono dai risultati dell'ultima gara clandestina svoltasi all'ippodromo S. Nicola, prima della prova ufficiale di domenica (domani), diffusi ieri sera dalla nostra agenzia ippica di fiducia, Nota politica, che ci pregiamo di condividere con i nostri venticinque (manzoniani) lettori:

MANCHE DU SENAT :
Varenne 22,5" (71)
Groom de Bootz 4.5" (18)
Freres Tricolor 1" (-)
Hirosaka 1" (-)
Altri Maison Liberté 1" (-)
TOTALE Maison Liberté 30" (89)

Fan Idole 33" (141)
Gebrazac 3" (7)
Central Democratique 1" (-)
TOTALE Bien Comun 37" (148)

Ipson de Boccon 10" (22)

Igor Brick 17.5" (42)

Galopin du Zacapa 3.5" (-)

Non Aux Declin 1" (-)

Altre scuderie 1" (-)

giovedì 21 febbraio 2013

Perle giornalistiche, ancora ...

La pagina principale di Rotoloni Regina/Repubblica.it oggi rimanda ad un accostamento tra Grillo e neofascisti. Grillo ha manifestato con i suoi davanti al Parlamento con lo slogan "Arrendetevi, siete circondati!". La redazione ha brillantemente ripescato foto del '93 con i "neofascisti del MSI" che impiegavano lo stesso slogan. Ergo, spaliamo un po' di merda su Grillo a ridosso delle elezioni per cercare, usando come pretesto l'antifascismo, di convincere qualche indeciso a ritornare all'ovile del centrosinistra.
Sarebbe curioso far notare che quei "neofascisti del MSI" erano stati spediti a manifestare davanti Montecitorio dal segretario di quel partito, Gianfranco Fini, il quale adesso è in lizza con Monti, e probabilmente si troverà al governo con Bersani (se accadrà, come temo e come i sondaggi confermerebbero, il peggio). Chissà se quegli stessi militanti "neofascisti" di allora, invecchiati e disillusi, domenica voteranno per lui o per Grillo o per il PD ... Il fatto che Bertinotti sia stato al governo con Mastella, e che Monti governerà con Vendola, dimostra che in politica tutto è possibile !

Bleah, al giornalismo spazzatura non c'è mai fine ...

sabato 16 febbraio 2013

Devo smetterla di leggere Repubblica.it

Devo smettere di leggere Repubblica on line, anche se è una fonte inesauribile di ispirazione (come una purga per uno stitico). Stamattina ci sono capitato per vedere che dicevano sull'asteroide e farmi due risate, scorrendo mi sono imbattuto in questo articolo:

"Voto al centrosinistra o si rischia il caos" 
Appello degli intellettuali per "governo stabile"
Da Zagrebelsky ad Asor Rosa, da Eco a Rodotà, da Camilleri a Magris. Chiedono ai cittadini di evitare il ritorno al potere di uomini che hanno già portato l'Italia "verso la catastrofe".

Posso capire che un rotolo di carta igienica che crede di essere un giornale serio possa definire "intellettuali" tale gente (per me gli intellettuali sono una razza che in questo Paese si è estinta con Croce, Gobetti e Gramsci, dal dopoguerra in poi si può parlare per lo più solo di voltagabbana e leccaculo, con qualche notevole eccezione nel campo dei miei studi come De Felice, Venturi e pochi altri isolati e emarginati dalla Chiesa-Partito egemone). Ovviamente non ho seguito il link. Mi basta e avanza la brillante preview, in cui si elencano i nomi di quattro o cinque vecchi cialtroni, la cui "razza" ha contribuito non poco alla catastrofe (almeno intellettuale e morale) di questo Paese. Chi pensano di essere poi per appellarsi ai cittadini? Bah, robe dell'altro mondo ... Per fortuna hanno già una certa età e sono una razza in via di estinzione (non che chi li sostituirà sarà meglio di loro...)

venerdì 15 febbraio 2013

Antiberlusconismo da pennivendoli, ancora ?

Parlare ancora, al giorno e coi problemi d'oggi, di antiberlusconismo fa più ridere di quando, in tempi economicamente più prosperi, il Cavaliere stesso agitava in tv lo spettro del pericolo comunista o di guerre civili simil-ex-Jugoslavia in Italia (almeno lui ha smesso, preferendo andare a farsi fottere (letteralmente)!). Cadono le braccia a rendersi conto di quanto i vari guru dell'intellettuallità (cosiddetta) di sinistra (cosiddetta) dimostrino di essere profondamente ignoranti dei veri problemi del Paese. Verrebbe da chiedersi se si tratti di una ignoranza inconsapevole o interessata. Leggo ancora una volta su Left (cfr. qui), tra il disgusto e la voglia di mettersi a ridere, i numeri da circo giornalistico di uno speculatore retorico e morale di cui già questo blog si è occupato. Dispiace vedere quanto sia caduto in basso il settimanale erede di Avvenimenti, di cui lo scrivente ricorda con tenerezza di essere stato un lettore assiduo quando era un ingenuo studente liceale, una vita fa. Ancora una volta l'immensa tragedia della Shoah è evocata a fini politici-strumentali, per prendersela contro la nuova uscita del Cav su Mussolini che avrebbe fatto anche "cose buone"... Da una lettura delle opere dell'articolista in questione, che è un noto storico, si evincerebbe che anche l'Inquisizione avrebbe fatto cose buone e che la sua azione sarebbe stata "modernizzatrice" per l'Italia (queste originali teorie gli hanno pure garantito un certo successo editoriale, pubblicando con una casa editrice del gruppo Mondadori). Ma non divaghiamo...

mercoledì 13 febbraio 2013

La fragilità degli intransigenti


Ho intravisto/intrasentito commentatori in tv ripetere che le dimissioni di Benedetto XVI non sono un atto di debolezza, bensì di coraggio e forza. Il solito blablabla retorico su cui non vale la pena di soffermarsi. Esse sono in realtà un atto di debolezza umano, molto umano, e in quanto tali mi hanno colpito e mi stimolano questo post. Ratzinger è sempre stato un teologo rigido e pieno di certezze. Il suo ruolo d'altronde è stato a lungo quello di prefetto della Congregazione dell'ex Sant'Uffizio, garante della certezza e della rettitudine della fede. Il personaggio è stato spesso preso di mira dai laici intransigenti moralisti (anche se spesso in privato legati anche ad ambienti ecclesiastici, quel che non ammazza ingrassa e in Italia, si sa, la mamma dei furbi, ipocriti ed incoerenti è sempre incinta) come una delle cause dell'arretratezza della Chiesa, e, di conseguenza, di tanti problemi italiani attuali.

giovedì 7 febbraio 2013

La ministra scopiazzatrice

In Italia le ministre scopano, in Germania scopiazzano... Sono capitato per caso su un articolo che, pur pubblicato sul sito di un quotidiano che definire carta igienica sarebbe un complimento, mi offre uno spunto interessante. La ministra dell'Istruzione della Germania che copia la tesi di dottorato, discussa nel lontano 1980, e l'università di Dusseldorf che le revoca il titolo. Non è il primo caso in quel serissimo Paese. Nel 2011 era toccato al ministro della Difesa. La cosa, per ovvi motivi, è gravina... Perché non si dimette ? La ministra ha annunciato ricorso tramite il suo avvocato, difficilmente però il ricorso avrà successo perché le prove sono palesi e un'organizzazione accademica non si espone così tanto per nulla. Il ministro della Difesa scopiazzatore si era dimesso per lo scandalo.

domenica 3 febbraio 2013

Velimir Chlébnikov



Ancora una volta, ancora una volta 
io per voi 
sono stella. 
Guai al marinaio che ha preso 
un angolo falso della sua barca e della sua stella:
si sfascerà sugli scogli, 
sui banchi di sabbia subàcquei. 
Guai anche a voi che avete preso 
un angolo falso del cuore verso di me: 
vi sfascerete sugli scogli 
e gli scogli rideranno 
di voi, 
come voi avete riso 
di me.

(Trad. di  A. M. Ripellino)

venerdì 1 febbraio 2013

Minchioni dei Paschi

MPS dovrebbe semplicemente chiudere i battenti. La banca è stata gestita da un management incapace e corrotto, che l'ha portata alla rovina. Dovrebbe portare i libri in tribunale e partita chiusa. Dura lex sed lex. Dispiacerebbe per i lavoratori, certo, che usufruirebbero della cassa integrazione come tante altre vittime della crisi. I conti dei correntisti fino a una certa cifra sono comunque tutelati dallo Stato.

giovedì 31 gennaio 2013

Vittorio Alfieri, Rime (LXX)



Fido, destriero mansueto e ardente,
Che dell’alato piè giovato hai spesso
Al tuo signor, si ch’ei seguia dappresso
Il cervo rapidissimo fuggente;

Tu riedi a me, da non gran tempo assente;
Ma pur, più non ritrovi in me lo stesso;
Ch’io son da mille e mille cure oppresso,
Egro di core, d’animo, e di mente.

M’è il rivederti doglia, e in un, diletto:
Di là tu vieni, ov’è il mio sol pensiero...
Sovvienti ancor, quand’ella il collo, e il petto

T’iva palpando; indi con dolce impero
Tuo fren reggeva? e tu, pien d’intelletto,
Del caro peso te ne andavi altero.

martedì 29 gennaio 2013

2013, l'Apogeo/Apoteosi/Apocalisse della follia

Ci siamo quasi. Tra pochi mesi uscirà il DSM 5, cioè il manuale diagnostico della associazione degli psichiatri americani, la Bibbia delle malattie mentali. Un'opera che si annuncia titanica e ambiziosa più dei precedenti DSM, che ha la pretesa di classificare TUTTE le malattie mentali, dalle più lievi alle più gravi. Le anticipazioni fanno rabbrividire. Che per es. la normale tristezza in seguito alla morte di una persona cara possa essere considerata non normale, inquieta alquanto; sembra che molti psichiatri considerino le semplici emozioni della vita come cose non normali: essere normale vuol dire essere forse un automa insensibile che non è scosso da nulla? Così come faceva rabbrividire la lettura dei casi clinici illustrati nel DSM IV: tante favolette e/o storielle all'americana, a mio avviso, pazienti che non assumevano i farmaci come prescritto, il che causava gravi scompensi alle loro vite personali e familiari, infine si decidevano a seguire diligentemente le prescrizioni (o erano costretti) e, grazie al bombardamento farmacologico, vivevano infine felici e contenti, recuperavano la persona amata, si sposavano, trovavano lavoro stabile etc etc

domenica 27 gennaio 2013

L'Atlante della letteratura e il nuovo sapere esotico

Da poco è stata completata, con l'uscita del terzo volume, la pubblicazione dell'Atlante della letteratura italiana Einaudi, un'opera che pretende di essere una grande innovazione negli studi letterari e storici insieme.
Troppo divertente fu in proposito la lite delle comari tra il vecchio e decaduto barone Asor Rosa e i giovani rampanti Luzzatto e Pedullà sul valore scientifico dell'opera. Lite che sfociava quasi nell'insulto personale e che certo ha fatto buona pubblicità all'Atlante di cui era allora in stampa il secondo volume.
Lungi dal ripercorrere l'impostazione e i contenuti dell'opera (si vedano i link che allego), mi limiterò a dire in modo diretto la mia modestissima impressione, aggiungendo una testimonianza personale.

giovedì 24 gennaio 2013

Louis-Ferdinand Céline, Voyage au bout de la nuit (1932)

Justement la guerre approchait de nous deux sans qu’on s’en soye rendu compte et je n’avais plus la tête très solide. Cette brève mais vivace discussion m’avait fatigué. Et puis, j’étais ému aussi parce que le garçon m’avait un peu traité de sordide à cause du pourboire. Enfin, nous nous réconciliâmes avec Arthur pour finir, tout à fait. On était du même avis sur presque tout.— C’est vrai, t’as raison en somme, que j’ai convenu, conciliant, mais enfin on est tous assis sur une grande galère, on rame tous à tour de bras, tu peux pas venir me dire le contraire !... Assis sur des clous même à tirer tout nous autres ! Et qu’est-ce qu’on en a ? Rien ! Des coups de trique seulement, des misères, des bobards et puis des vacheries encore. On travaille ! qu’ils disent. C’est ça encore qu’est plus infect que toute reste, leur travail. On est en bas dans les cales à souffler de la gueule, puants, suintants des rouspignolles, et puis voilà ! En haut sur le pont, au frais, il y a les maîtres et qui s’en font pas, avec des belles femmes roses et gonflées de parfums sur les genoux. On nous fait monter sur le pont. Alors, ils mettent leurs chapeaux haut deforme et puis ils nous en mettent un bon coup de la gueule comme ça : « Bandes de charognes, c’est la guerre ! qu’ils font. On va les aborder, les saligauds qui sont sur la patrie n°2 et on va leur faire sauter la caisse ! Allez ! Allez ! Y a de tout ce qu’il faut à bord ! Tous en choeur ! Gueulez voir d’abord un bon coup et que ça tremble : Vive la Patrie n°1 !Qu’on vous entende de loin ! Celui qui gueulera le plus fort, il aura la médaille et la dragée du bon Jésus ! Nom de Dieu !Et puis ceux qui ne voudront pas crever sur mer, ils pourront toujours aller crever sur terre où c’est fait bien plus vite encore qu’ici ! »— C’est tout à fait comme ça ! que m’approuva Arthur, décidément devenu facile à convaincre. Mais voilà-t-y pas que juste devant le café où nous étions attablés un régiment se met à passer, et avec le colonel par-devant sur son cheval, et même qu’il avait l’air bien gentil et richement gaillard, le colonel ! Moi, je ne fis qu’un bond d’enthousiasme.— J’vais voir si c’est ainsi ! que je crie à Arthur, et me voici parti à m’engager, et au pas de course encore.— T’es rien c... Ferdinand ! qu’il me crie, lui Arthur en retour, vexé sans aucun doute par l’effet de mon héroïsme sur tout le monde qui nous regardait. Ça m’a un peu froissé qu’il prenne la chose ainsi, mais ça m’a pas arrêté. J’étais au pas. « J’y suis, j’y reste ! » que je me dis.— On verra bien, eh navet ! que j’ai même encore eu le temps de lui crier avant qu’on tourne la rue avec le régiment derrière le colonel et sa musique. Ça s’est fait exactement ainsi. Alors on a marché longtemps. Y en avait plus qu’il y en avait encore des rues, et puis dedans des civils et leurs femmes qui nous poussaient des encouragements, et qui lançaient des fleurs, des terrasses, devant les gares, des pleines églises. Il y en avait des patriotes ! Et puis il s’est mis à y en avoir moins des patriotes... La pluie est tombée, et puis encore de moins en moins et puis plus du tout d’encouragements, plus un seul, sur la route. Nous n’étions donc plus rien qu’entre nous ? Les uns derrière les autres ? La musique s’est arrêtée. « En résumé, que je me suis dit alors, quand j’ai vu comment ça tournait, c’est plus drôle ! C’est tout à recommencer ! » J’allais m’en aller. Mais trop tard ! Ils avaient refermé la porte en douce derrière nous les civils. On était faits, comme des rats.  

martedì 22 gennaio 2013

Goldman empire


Goldman Sachs (per chi non lo sapesse: potentissima banca d’affari nella quale si sono formati tutti i segretari al Tesoro degli USA delle ultime amministrazioni, compreso Henry Paulson - amministrazione Bush - fino al 2006 alla testa di Goldman, il quale, dopo aver liquidato la rivale Lehman Brothers, è tornato a lavorare per la casa madre; per cui lavorano Mario Draghi, Mario Monti, Gianni Letta, Enrico Letta etc etc.; che, tra le innumerevoli sue malefatte, ha contribuito a falsificare i conti pubblici della Grecia ed ha scatenato l’attacco speculativo contro l’Italia nell’estate 2011) ha festeggiato il nuovo anno annunciando di aver ottenuto guadagni record nel corso del 2012, a dispetto della crisi.

sabato 19 gennaio 2013

A cosa servono i grandi scienziati in Italia


Le risate del prefetto dell'Aquila mentre parla della finta commozione mostrata in pubblico di fronte alla tragedia del terremoto (cfr. qui) ci fanno misurare tutta la distanza tra il cinismo e l'ipocrisia della "casta" dirigente di questo Paese, politica, amministrativa, finanziaria, intellettuale etc. etc., e le disgrazie e la sofferenze della gente comune che un posto al sole non ce l'ha. Di fronte a tutti i drammi, catastrofi naturali così come crisi economiche.
Il cinismo e l'ipocrisia ci fanno tornare alla mente un'altra più celebre intercettazione riguardante la stessa vicenda del terremoto aquilano, di fronte alla quale si resta egualmente attoniti: quella della telefonata tra Guido Bertolaso e Daniela Stati, assessore alla Protezione Civile della Regione Abruzzo, da cui si evince che una settimana prima del grande terremoto dell'Aquila, che fece più di trecento morti, si organizzò un'operazione mediatica (sic), usando per l'occasione diversi illustri accademici, definiti i luminari del terremoto d’Italia.

giovedì 17 gennaio 2013

L'asse PD-Monti e la mega-supposta per il popolo italiano

Da una rapida occhiata ai titoli in risalto oggi sul sito di quella "nota sottomarca di carta igienica da sempre portavoce dello stato-canaglia nordamericano e delle sue colonie" (suggestiva definizione presa in prestito da qui) de La Repubblica:

Bce: "Italia, capitali in fuga
per l'instabilità della politica"

Il Pd e il premier contro i populismi antieuropei

Bersani-Monti, patto di non belligeranza
E la Camusso: "Colpa crisi non è del prof"

Non mi sono addentrato nella lettura perché ho lo stomaco debole, i nervi fragili e poca voglia di perdere tempo o arrabbiarmi inutilmente. Né linko gli articoli per non cadere nella tentazione di leggerli e rovinarmi la giornata.

Letta + Letta = PD e PDL sono uguali ?


Un Letta di qua, un Letta di là. Il vecchio e navigato zio consigliere e uomo di fiducia numero uno di Berlusconi, il giovane e ben "intrufolato" nipote vicesegretario del PD di Gargamella Bersani.
Tra gli svariati incarichi prestigiosi ricoperti, basti ricordare che Gianni Letta è da svariati anni membro dell'advisory board  (e in particolare consulente per l'Italia) di Goldman Sachs, Enrico è uno dei diciotto membri italiani della Commissione Trilaterale (nonché assiduo frequentatore dei meeting del gruppo Bilderberg). Bersani e Berlusconi, i leader dei due principali schieramenti che si affrontano alle prossime elezioni, dunque hanno una cosa non irrilevante in comune: i rispettivi vice che, oltre ad essere stretti consanguinei, stanno lì per rappresentare e, palesemente, difendere interessi di poteri forti che ben poco hanno a che fare con quelli dell'Italia. Se aggiungiamo che il leader della terza forza in campo è l'attuale premier dimissionario Mario Monti, di fatto uno "straniero", è proprio un bello scenario !

martedì 15 gennaio 2013

Un Paese di baroni, furbi e pennivendoli


La ridiscesa in campo di Berlusconi, tanto più se poi sarà coronata da successo, darà senz’altro nuova linfa all’antiberlusconismo militante dei moralisti ipocriti e dei pennivendoli. Ritorniamo sul dibattito lanciato da Vito Mancuso nel 2010, a proposito dei legami di tanti antiberlusconiani col gruppo Mondadori, ai cui uffici marketing e promozione questi personaggi debbono il successo editoriale dei propri libri e quindi una buona parte della propria notorietà ed autorevolezza. Ah, se potessero dire la verità: «Mi trovo benissimo e mi pagano pure per scrivere robaccia sopravvalutata. Non mi sembra vero. Via da Segrate? Cominci qualcun altro. Io non mi muovo». Così chiosava il giornalista Alessandro Gnocchi su Il Giornale del 23 agosto 2010 (cfr. qui).

venerdì 11 gennaio 2013

L’enciclopedia libera e il barone pennivendolo

Il Buio, 24 gennaio 2013
http://www.ilbuio.org/?p=7929

A leggere certi capolavori di retorica da parte di pennivendoli dell’Intellighenzia (cosiddetta) “di sinistra”, si resta attoniti di fronte al rispetto sommesso portato all’attuale presidente del consiglio dimissionario, e alle politiche economiche e sociali disastrose del suo governo, che emerge anche quando si vogliono avanzare timidissime critiche o distinguo. Ne danno prova gli articoli di Adriano Prosperi su La Repubblica o sul settimanale Left. In uno di essi, pubblicato pochi giorni fa sul quotidiano diretto da Ezio Mauro (cfr. qui), leggiamo: Il senatore a vita «sale» in una sfera politica dalla quale potrà contemplare le miserie della lotta degli altri contendenti per conquistare fiducia e consensoAltra perla, su Left del 15 dicembre 2012: due destre, quella sfascista di Berlusconi e quella decorosa e seria di Monti, si confrontano nella prova elettorale schierandosi pro o contro l’Europa (cfr. qui). 

Mario Monti e Wikipedia Parte II

A proposito del think tank Bruegel e della svendita dell’Italia

Il Buio, 7 gennaio 2013
http://www.ilbuio.org/?p=7770

Il 28 dicembre 2012 su questo sito è apparsa una nota che denunciava la clamorosa censura wikipediana pro Mario Monti. La denuncia è stata ripresa in prima pagina da Il Giornale del 31 dicembre (cfr. qui) ed ha avuto così più ampia diffusione. Che tempi curiosi, si direbbe! Come è stato osservato altrove in rete: “Anche questo ha un suo  deprimente significato: che nel coro dei media addomesticati si debbano cercare le informazioni sull’house organ del Cavaliere, è davvero il colmo del grottesco in cui è finito questo Paese”.
La notizia ovviamente è rimbalzata anche su Wikipedia in italiano, generando – pur tra nuove, parziali censure di interventi scomodi – un ampio dibattito sulla pagina di discussione della voce Mario Monti e su quella della voce Governo Monti. Malgrado le proteste, la voce Mario Monti nella Wikipedia italiana, al contrario di quella nella Wikipedia francese, risulta ancora priva dei dati economici del suo anno di governo e di ogni riferimento alle critiche sul suo operato, che pur ci sono state da varie parti (Confindustria e sindacati in primis).

Mario Monti, la Trilaterale e la censura su Wikipedia

Il Buio, 28 dicembre 2012
http://www.ilbuio.org/?p=7711


Da svariati anni Wikipedia è ormai l’enciclopedia on line più “autorevole” e più consultata. Il principio è quello di un’enciclopedia “libera” in cui esistono dei moderatori-amministratori che hanno un ruolo “puramente tecnico”.  La versione italiana conta ormai un milione di voci (la versione madre in inglese ne conta ben quattro milioni).  La visibilità dell’enciclopedia sui motori di ricerca è massima. Si cerchi su Google il nome di un qualsiasi personaggio, istituzione, fatto storico, luogo geografico etc., la voce relativa di Wikipedia apparirà inesorabilmente al primo posto. Si provi a cercare “Mario Monti” e accadrà la medesima cosa. Idem per “Commissione Trilaterale”.