giovedì 31 gennaio 2013

Vittorio Alfieri, Rime (LXX)



Fido, destriero mansueto e ardente,
Che dell’alato piè giovato hai spesso
Al tuo signor, si ch’ei seguia dappresso
Il cervo rapidissimo fuggente;

Tu riedi a me, da non gran tempo assente;
Ma pur, più non ritrovi in me lo stesso;
Ch’io son da mille e mille cure oppresso,
Egro di core, d’animo, e di mente.

M’è il rivederti doglia, e in un, diletto:
Di là tu vieni, ov’è il mio sol pensiero...
Sovvienti ancor, quand’ella il collo, e il petto

T’iva palpando; indi con dolce impero
Tuo fren reggeva? e tu, pien d’intelletto,
Del caro peso te ne andavi altero.

martedì 29 gennaio 2013

2013, l'Apogeo/Apoteosi/Apocalisse della follia

Ci siamo quasi. Tra pochi mesi uscirà il DSM 5, cioè il manuale diagnostico della associazione degli psichiatri americani, la Bibbia delle malattie mentali. Un'opera che si annuncia titanica e ambiziosa più dei precedenti DSM, che ha la pretesa di classificare TUTTE le malattie mentali, dalle più lievi alle più gravi. Le anticipazioni fanno rabbrividire. Che per es. la normale tristezza in seguito alla morte di una persona cara possa essere considerata non normale, inquieta alquanto; sembra che molti psichiatri considerino le semplici emozioni della vita come cose non normali: essere normale vuol dire essere forse un automa insensibile che non è scosso da nulla? Così come faceva rabbrividire la lettura dei casi clinici illustrati nel DSM IV: tante favolette e/o storielle all'americana, a mio avviso, pazienti che non assumevano i farmaci come prescritto, il che causava gravi scompensi alle loro vite personali e familiari, infine si decidevano a seguire diligentemente le prescrizioni (o erano costretti) e, grazie al bombardamento farmacologico, vivevano infine felici e contenti, recuperavano la persona amata, si sposavano, trovavano lavoro stabile etc etc

domenica 27 gennaio 2013

L'Atlante della letteratura e il nuovo sapere esotico

Da poco è stata completata, con l'uscita del terzo volume, la pubblicazione dell'Atlante della letteratura italiana Einaudi, un'opera che pretende di essere una grande innovazione negli studi letterari e storici insieme.
Troppo divertente fu in proposito la lite delle comari tra il vecchio e decaduto barone Asor Rosa e i giovani rampanti Luzzatto e Pedullà sul valore scientifico dell'opera. Lite che sfociava quasi nell'insulto personale e che certo ha fatto buona pubblicità all'Atlante di cui era allora in stampa il secondo volume.
Lungi dal ripercorrere l'impostazione e i contenuti dell'opera (si vedano i link che allego), mi limiterò a dire in modo diretto la mia modestissima impressione, aggiungendo una testimonianza personale.

giovedì 24 gennaio 2013

Louis-Ferdinand Céline, Voyage au bout de la nuit (1932)

Justement la guerre approchait de nous deux sans qu’on s’en soye rendu compte et je n’avais plus la tête très solide. Cette brève mais vivace discussion m’avait fatigué. Et puis, j’étais ému aussi parce que le garçon m’avait un peu traité de sordide à cause du pourboire. Enfin, nous nous réconciliâmes avec Arthur pour finir, tout à fait. On était du même avis sur presque tout.— C’est vrai, t’as raison en somme, que j’ai convenu, conciliant, mais enfin on est tous assis sur une grande galère, on rame tous à tour de bras, tu peux pas venir me dire le contraire !... Assis sur des clous même à tirer tout nous autres ! Et qu’est-ce qu’on en a ? Rien ! Des coups de trique seulement, des misères, des bobards et puis des vacheries encore. On travaille ! qu’ils disent. C’est ça encore qu’est plus infect que toute reste, leur travail. On est en bas dans les cales à souffler de la gueule, puants, suintants des rouspignolles, et puis voilà ! En haut sur le pont, au frais, il y a les maîtres et qui s’en font pas, avec des belles femmes roses et gonflées de parfums sur les genoux. On nous fait monter sur le pont. Alors, ils mettent leurs chapeaux haut deforme et puis ils nous en mettent un bon coup de la gueule comme ça : « Bandes de charognes, c’est la guerre ! qu’ils font. On va les aborder, les saligauds qui sont sur la patrie n°2 et on va leur faire sauter la caisse ! Allez ! Allez ! Y a de tout ce qu’il faut à bord ! Tous en choeur ! Gueulez voir d’abord un bon coup et que ça tremble : Vive la Patrie n°1 !Qu’on vous entende de loin ! Celui qui gueulera le plus fort, il aura la médaille et la dragée du bon Jésus ! Nom de Dieu !Et puis ceux qui ne voudront pas crever sur mer, ils pourront toujours aller crever sur terre où c’est fait bien plus vite encore qu’ici ! »— C’est tout à fait comme ça ! que m’approuva Arthur, décidément devenu facile à convaincre. Mais voilà-t-y pas que juste devant le café où nous étions attablés un régiment se met à passer, et avec le colonel par-devant sur son cheval, et même qu’il avait l’air bien gentil et richement gaillard, le colonel ! Moi, je ne fis qu’un bond d’enthousiasme.— J’vais voir si c’est ainsi ! que je crie à Arthur, et me voici parti à m’engager, et au pas de course encore.— T’es rien c... Ferdinand ! qu’il me crie, lui Arthur en retour, vexé sans aucun doute par l’effet de mon héroïsme sur tout le monde qui nous regardait. Ça m’a un peu froissé qu’il prenne la chose ainsi, mais ça m’a pas arrêté. J’étais au pas. « J’y suis, j’y reste ! » que je me dis.— On verra bien, eh navet ! que j’ai même encore eu le temps de lui crier avant qu’on tourne la rue avec le régiment derrière le colonel et sa musique. Ça s’est fait exactement ainsi. Alors on a marché longtemps. Y en avait plus qu’il y en avait encore des rues, et puis dedans des civils et leurs femmes qui nous poussaient des encouragements, et qui lançaient des fleurs, des terrasses, devant les gares, des pleines églises. Il y en avait des patriotes ! Et puis il s’est mis à y en avoir moins des patriotes... La pluie est tombée, et puis encore de moins en moins et puis plus du tout d’encouragements, plus un seul, sur la route. Nous n’étions donc plus rien qu’entre nous ? Les uns derrière les autres ? La musique s’est arrêtée. « En résumé, que je me suis dit alors, quand j’ai vu comment ça tournait, c’est plus drôle ! C’est tout à recommencer ! » J’allais m’en aller. Mais trop tard ! Ils avaient refermé la porte en douce derrière nous les civils. On était faits, comme des rats.  

martedì 22 gennaio 2013

Goldman empire


Goldman Sachs (per chi non lo sapesse: potentissima banca d’affari nella quale si sono formati tutti i segretari al Tesoro degli USA delle ultime amministrazioni, compreso Henry Paulson - amministrazione Bush - fino al 2006 alla testa di Goldman, il quale, dopo aver liquidato la rivale Lehman Brothers, è tornato a lavorare per la casa madre; per cui lavorano Mario Draghi, Mario Monti, Gianni Letta, Enrico Letta etc etc.; che, tra le innumerevoli sue malefatte, ha contribuito a falsificare i conti pubblici della Grecia ed ha scatenato l’attacco speculativo contro l’Italia nell’estate 2011) ha festeggiato il nuovo anno annunciando di aver ottenuto guadagni record nel corso del 2012, a dispetto della crisi.

sabato 19 gennaio 2013

A cosa servono i grandi scienziati in Italia


Le risate del prefetto dell'Aquila mentre parla della finta commozione mostrata in pubblico di fronte alla tragedia del terremoto (cfr. qui) ci fanno misurare tutta la distanza tra il cinismo e l'ipocrisia della "casta" dirigente di questo Paese, politica, amministrativa, finanziaria, intellettuale etc. etc., e le disgrazie e la sofferenze della gente comune che un posto al sole non ce l'ha. Di fronte a tutti i drammi, catastrofi naturali così come crisi economiche.
Il cinismo e l'ipocrisia ci fanno tornare alla mente un'altra più celebre intercettazione riguardante la stessa vicenda del terremoto aquilano, di fronte alla quale si resta egualmente attoniti: quella della telefonata tra Guido Bertolaso e Daniela Stati, assessore alla Protezione Civile della Regione Abruzzo, da cui si evince che una settimana prima del grande terremoto dell'Aquila, che fece più di trecento morti, si organizzò un'operazione mediatica (sic), usando per l'occasione diversi illustri accademici, definiti i luminari del terremoto d’Italia.

giovedì 17 gennaio 2013

L'asse PD-Monti e la mega-supposta per il popolo italiano

Da una rapida occhiata ai titoli in risalto oggi sul sito di quella "nota sottomarca di carta igienica da sempre portavoce dello stato-canaglia nordamericano e delle sue colonie" (suggestiva definizione presa in prestito da qui) de La Repubblica:

Bce: "Italia, capitali in fuga
per l'instabilità della politica"

Il Pd e il premier contro i populismi antieuropei

Bersani-Monti, patto di non belligeranza
E la Camusso: "Colpa crisi non è del prof"

Non mi sono addentrato nella lettura perché ho lo stomaco debole, i nervi fragili e poca voglia di perdere tempo o arrabbiarmi inutilmente. Né linko gli articoli per non cadere nella tentazione di leggerli e rovinarmi la giornata.

Letta + Letta = PD e PDL sono uguali ?


Un Letta di qua, un Letta di là. Il vecchio e navigato zio consigliere e uomo di fiducia numero uno di Berlusconi, il giovane e ben "intrufolato" nipote vicesegretario del PD di Gargamella Bersani.
Tra gli svariati incarichi prestigiosi ricoperti, basti ricordare che Gianni Letta è da svariati anni membro dell'advisory board  (e in particolare consulente per l'Italia) di Goldman Sachs, Enrico è uno dei diciotto membri italiani della Commissione Trilaterale (nonché assiduo frequentatore dei meeting del gruppo Bilderberg). Bersani e Berlusconi, i leader dei due principali schieramenti che si affrontano alle prossime elezioni, dunque hanno una cosa non irrilevante in comune: i rispettivi vice che, oltre ad essere stretti consanguinei, stanno lì per rappresentare e, palesemente, difendere interessi di poteri forti che ben poco hanno a che fare con quelli dell'Italia. Se aggiungiamo che il leader della terza forza in campo è l'attuale premier dimissionario Mario Monti, di fatto uno "straniero", è proprio un bello scenario !

martedì 15 gennaio 2013

Un Paese di baroni, furbi e pennivendoli


La ridiscesa in campo di Berlusconi, tanto più se poi sarà coronata da successo, darà senz’altro nuova linfa all’antiberlusconismo militante dei moralisti ipocriti e dei pennivendoli. Ritorniamo sul dibattito lanciato da Vito Mancuso nel 2010, a proposito dei legami di tanti antiberlusconiani col gruppo Mondadori, ai cui uffici marketing e promozione questi personaggi debbono il successo editoriale dei propri libri e quindi una buona parte della propria notorietà ed autorevolezza. Ah, se potessero dire la verità: «Mi trovo benissimo e mi pagano pure per scrivere robaccia sopravvalutata. Non mi sembra vero. Via da Segrate? Cominci qualcun altro. Io non mi muovo». Così chiosava il giornalista Alessandro Gnocchi su Il Giornale del 23 agosto 2010 (cfr. qui).

venerdì 11 gennaio 2013

L’enciclopedia libera e il barone pennivendolo

Il Buio, 24 gennaio 2013
http://www.ilbuio.org/?p=7929

A leggere certi capolavori di retorica da parte di pennivendoli dell’Intellighenzia (cosiddetta) “di sinistra”, si resta attoniti di fronte al rispetto sommesso portato all’attuale presidente del consiglio dimissionario, e alle politiche economiche e sociali disastrose del suo governo, che emerge anche quando si vogliono avanzare timidissime critiche o distinguo. Ne danno prova gli articoli di Adriano Prosperi su La Repubblica o sul settimanale Left. In uno di essi, pubblicato pochi giorni fa sul quotidiano diretto da Ezio Mauro (cfr. qui), leggiamo: Il senatore a vita «sale» in una sfera politica dalla quale potrà contemplare le miserie della lotta degli altri contendenti per conquistare fiducia e consensoAltra perla, su Left del 15 dicembre 2012: due destre, quella sfascista di Berlusconi e quella decorosa e seria di Monti, si confrontano nella prova elettorale schierandosi pro o contro l’Europa (cfr. qui). 

Mario Monti e Wikipedia Parte II

A proposito del think tank Bruegel e della svendita dell’Italia

Il Buio, 7 gennaio 2013
http://www.ilbuio.org/?p=7770

Il 28 dicembre 2012 su questo sito è apparsa una nota che denunciava la clamorosa censura wikipediana pro Mario Monti. La denuncia è stata ripresa in prima pagina da Il Giornale del 31 dicembre (cfr. qui) ed ha avuto così più ampia diffusione. Che tempi curiosi, si direbbe! Come è stato osservato altrove in rete: “Anche questo ha un suo  deprimente significato: che nel coro dei media addomesticati si debbano cercare le informazioni sull’house organ del Cavaliere, è davvero il colmo del grottesco in cui è finito questo Paese”.
La notizia ovviamente è rimbalzata anche su Wikipedia in italiano, generando – pur tra nuove, parziali censure di interventi scomodi – un ampio dibattito sulla pagina di discussione della voce Mario Monti e su quella della voce Governo Monti. Malgrado le proteste, la voce Mario Monti nella Wikipedia italiana, al contrario di quella nella Wikipedia francese, risulta ancora priva dei dati economici del suo anno di governo e di ogni riferimento alle critiche sul suo operato, che pur ci sono state da varie parti (Confindustria e sindacati in primis).

Mario Monti, la Trilaterale e la censura su Wikipedia

Il Buio, 28 dicembre 2012
http://www.ilbuio.org/?p=7711


Da svariati anni Wikipedia è ormai l’enciclopedia on line più “autorevole” e più consultata. Il principio è quello di un’enciclopedia “libera” in cui esistono dei moderatori-amministratori che hanno un ruolo “puramente tecnico”.  La versione italiana conta ormai un milione di voci (la versione madre in inglese ne conta ben quattro milioni).  La visibilità dell’enciclopedia sui motori di ricerca è massima. Si cerchi su Google il nome di un qualsiasi personaggio, istituzione, fatto storico, luogo geografico etc., la voce relativa di Wikipedia apparirà inesorabilmente al primo posto. Si provi a cercare “Mario Monti” e accadrà la medesima cosa. Idem per “Commissione Trilaterale”.