venerdì 29 marzo 2013

Casi psichiatrici sulla scena politica ...

Bersani è un caso psichiatrico, e anche grave. In confronto a lui, Berlusconi è un esempio di normalità. Un tizio che, sotto la minaccia di un tracollo finanziario (se avessero voluto approfittare di questa situazione gli speculatori ci avrebbero fatto un mazzo tanto ...), si è ostinato a voler formare un governo senza maggioranza parlamentare in che altro modo si può definire? Perdendo, tra l'altro, tempo in incontri inutili con parti sociali etc etc. Voleva forse, da mediocre e inetto qual è sentirsi un re per qualche giorno, sapendo che avrebbe poi dovuto per forza deporre lo scettro ancor prima di essere incoronato? Prodi-Pisolo, con ampia maggioranza alla Camera, nel 2008 cadde per una manciata di voti al Senato, a Bersani per una maggioranza appena stabile mancano QUARANTA senatori... Era irresponsabile certo Berlusconi che voleva restare al governo nel pieno della crisi! Ma Bersani che fa questi giochetti e si ostina a far melina in una situazione altrettanto e forse più drammatica, cos'è? Il tizio ha escluso a priori ogni alleanza col centro-destra. Che poi, pur pietosa, sarebbe stata ed è ancora l'unica soluzione possibile. Con un governo POLITICO attraverso il quale i politici si prendano le PIENE RESPONSABILITA' davanti ai loro elettori senza demandare le responsabilità a incompetecnici o all'asino di turno nominato Senatore a vita, per poi lavarsene le mani !

mercoledì 27 marzo 2013

Divertente tragicommedia ...

Tutto quel che sta accadendo sulla scena politica italiana dall'insediamento del nuovo Parlamento è decisamente farsesco/tragicomico. Degli irresponsabili che stanno giocando col Paese, in nome della difesa dei loro interessi particolari. Dei ciechi e degli "alienati" di cui si può soltanto misurare la straordinaria distanza rispetto ai problemi reali del Paese. Persone finite, che non accettano con sé stesse e di fronte al mondo la cruda realtà. Che cercano ancora di prendere in giro i propri compatrioti senza rendersi conto che, grazie alla crisi e alle loro politiche scellerate degli ultimi vent'anni con la ciliegina sulla torta del disastro Monti (maggioranza PD-PDL), questi non si fanno ormai abbindolare più.

sabato 9 marzo 2013

Penosi appelli radical chic

C'è da restare sconcertati a leggere, sul sito di Rotoloni Repubblica, un appello firmato da alcuni intellettuali di "sinistra" a Beppe Grillo perché formi un governo col PD. Tra i primi firmatari il fratello del defunto ex ministro dei bamboccioni, Antonio Padoa Schioppa, l'ex rettore della Normale di Pisa Salvatore Settis, il filosofo Remo Bodei. Tra le righe si percepisce la distanza di questi personaggi dai reali problemi del Paese: riferimenti a crisi e povertà molto "occasionali", insistenza su conflitto di interessi, legge elettorale, Senato "regionale", TAV, un sano pizzico di anti-clericalismo sterile che non guasta mai...
Siamo alla frutta. L'appello di quattro disperati che non vogliono veder svanire l'occasione di avere al governo gente che tuteli il loro interesse particolare. Puttanismo intellettuale condito da penosa retorica... Ridicolo... La solita spazzatura intellettualoide. Ma Grillo, per fortuna, non si lascerà ingannare da questi morti che parlano. Un problema molto più preoccupante di loro sono i coglioni che ancora si fanno abbindolare da simili frasi fatte. Speriamo in ogni caso che non troppi dei senatori grillini si lascino acquistare a questo mercato delle vacche ...

giovedì 7 marzo 2013

Il filosofo e gli ebrei


Sul “Corriere della Sera” del 19 febbraio 2013 è uscita una recensione di Paolo Mieli all’ultimo libro dello storico Paolo Simoncelli, «Non credo neanch’io alla razza». Gentile e i colleghi ebrei (Le Lettere, Firenze 2013).
Com’è noto, Gentile aderì con convinzione al Fascismo, che sostenne sino alla fine (pagando il fio della sua ostinata coerenza con la vita nel 1944, allorché a Firenze cadde vittima di un attentato), e occupò ruoli prestigiosi durante il regime (ministro dell’Istruzione fino al 1924 (prima della piena svolta dittatoriale), direttore della Normale di Pisa, direttore dell’Enciclopedia italiana etc). Ma adesione al Fascismo non volle dire adesione alle politiche razziali inaugurate dal regime a partire dalla fine degli anni Trenta. Gentile non fu mai antisemita, impedì la pubblicazione di voci che sostenessero l'antisemitismo nell'Enciclopedia Italiana da lui diretta ed aiutò diversi colleghi ebrei in difficoltà, il che è comprovato da una lunga serie di studi sulla sua figura.

venerdì 1 marzo 2013

Populismo vs mediocrità


Francamente Galli della Loggia non mi è mai stato troppo simpatico. Lo vedo come complementare ai radical chic che lo detestano. Un conservative chic, direi. Razza che non ho mai tanto frequentato (ammesso che esista), al contrario dei radical chic, che conosco bene e mi fanno ribrezzo. Bullocrati, tecnocrati o "intellettuali" che vivono in una bolla, lontani dai problemi della vita reale della gente che lavora e che soffre. Non ho motivo di credere che gli intellettuali di destra in questo Paese siano tanto diversi. Monti stesso, alla fin fine, è un "intellettuale" (lo so...) di destra.
Ma su quel che questo soggetto scrive sul Corriere del 27 febbraio si possono comunque trovare degli spunti interessanti perché, forse ricordandosi di essere uno storico, si sforza di comprendere sulla base dei fatti più che di giudicare a prescindere.