sabato 17 agosto 2013

Le nostre povere biblioteche, maltrattate dall'incuria delle istituzioni e da chi ci specula sopra ...

Utile esempio di come in Italia si ama non affrontare i problemi ma piuttosto sguazzarci dentro, speculandoci sopra nel proprio interesse è un articolo apparso sul quotidiano "La Repubblica" del 3 agosto scorso sulla disgraziata situazione delle biblioteche nostrane.

A proposito di un atto di speculazione morale su una vicenda compassionevole

Recentemente, alla fine di luglio, sono stati rimessi in libertà tre dei quattro agenti di polizia implicati nel caso Aldrovandi, mentre, per ragioni tecnico-procedurali, solo alla fine di agosto verrà rimesso in libertà il quarto. Il che, si spera, farà superare alla comunità ferrarese una vicenda triste e compassionevole e porrà le basi per una pacificazione e conciliazione, lungi dalle aberranti polemiche che si sono avute ancora nei mesi scorsi. Un esempio vale su tutti, un articolo apparso in prima pagina de "La Repubblica" il giorno 28 marzo 2013, all'indomani di una discussa manifestazione del sindacato di polizia COISP davanti al Comune di Ferrara. E sarà utile riprenderlo e trattarne in questa sede.

C’è e ci deve essere sempre compassione per i morti. La vita di un giovane ragazzo morto nel lontano 2005 a causa dell'uso eccessivo della forza da parte di quattro poliziotti ha lo stesso valore della vita di un giovane carabiniere morto in servizio perché preso a bastonate alle spalle da un gruppo di giovani già strafatti che andavano a un rave party in occasione del 25 aprile del 2011, nel corso di un banale controllo stradale.  Non importa se il primo morto tornava evidentemente da una serata di bagordi e fosse fatto di sostanze eccitanti, che forse non gli hanno fatto percepire la gravità dell’usare resistenza e violenza (tra l'altro il povero ragazzo era pure un campioncino di arti marziali, a quanto pare) a pubblici ufficiali in servizio, i quali non hanno saputo dal canto loro tenere il sangue freddo e hanno risposto con ulteriore e brutale violenza irrazionale, mentre il secondo morto stava semplicemente svolgendo il proprio dovere a tutela della Repubblica e al servizio dei cittadini.