sabato 17 agosto 2013

Le nostre povere biblioteche, maltrattate dall'incuria delle istituzioni e da chi ci specula sopra ...

Utile esempio di come in Italia si ama non affrontare i problemi ma piuttosto sguazzarci dentro, speculandoci sopra nel proprio interesse è un articolo apparso sul quotidiano "La Repubblica" del 3 agosto scorso sulla disgraziata situazione delle biblioteche nostrane.

Solito titolo acchiappa-lettori: "Le biblioteche sono in pericolo". L'autore (senza citare le sue fonti) se ne esce con i soliti numeri da circo per impressionare l'ingenua maestrina dalla penna rossa che lo legge: la Biblioteca Nazionale di Firenze riceve solo 2 milioni di euro di finanziamenti all'anno, mentre quella di Parigi 250 (in realtà si arrotonda un po': i milioni sarebbero 203, per info: http://www.senat.fr/rap/l12-148-318/l12-148-3188.html), e quella di Madrid, malgrado i problemi attuali della Spagna, 52 (chi scrive non ha voglia di controllare l'esattezza dei dati, cosa che sarebbe sempre necessaria quando si commentano i pezzi dell'articolista in questione, in genere assai disattento e superficiale). Ora chiunque dotato di minimo discernimento capirà che sono situazioni non paragonabili. In Francia esiste un'unica, immensa e polivalente, Biblioteca Nazionale. In Spagna idem. In Italia - lo dice l'articolista stesso - di biblioteche "nazionali" o con statuto simile ne esistono ben 38 (anche qui sarebbe da controllare ma facciamogli fede!). E la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, pur importante, non ha quella posizione "centrale" e accentratrice che ha la Bibliothèque Nationale de France. Vogliamo parlare della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, della Nazionale Marciana di Venezia, della Nazionale di Napoli, della Nazionale Universitaria di Torino ? Esse han tutte un patrimonio librario comparabile a quello della Nazionale Centrale di Firenze e conseguenti finanziamenti. Tanto per citare quattro biblioteche a caso. Non ci addentriamo per non farla lunga.

L'articolista parla poi della Biblioteca Universitaria di Pisa, la situazione della quale lo aveva spinto nel corso del 2012 a mettersi in mostra in una polemica assai dura con la giunta comunale della città, peraltro del tutto incompetente sul problema (su cui ha competenza piuttosto il Ministero dei Beni Culturali). Il punto più basso l'articolista lo raggiunse quando deprecò per partito preso l'ipotesi di spostare provvisoriamente i locali della Biblioteca nel centrale convento cappuccino di S. Giusto. Ma meglio non rivangare queste vicende pietose.
Se qualcuno si vuol divertire suggeriamo il sito dell'Associazione degli amici della Biblioteca Universitaria di Pisa, un vero e proprio circolo di pasdaran persi da oltre un anno dietro ad azioni e dimostrazioni del tutto inutili, oggetto tra l'altro del sottile scherno del rettore Augello, impegnatosi a rassicurare i pasdaran in azione "che siamo tutti amici della Biblioteca Universitaria".
Quello che si nota ancora una volta è la voglia, sempre e comunque, di seminare odio, discordia e zizzania, di biasimare lo status quo, senza mai proporre soluzioni praticabili. All'articolista non gliene frega niente in realtà delle biblioteche o del patrimonio culturale, usa tutto ciò come qualsiasi altro argomento possa tornare utile all'occasione, per mettersi in mostra !
Non ci si può far nulla: mentre muratori e piccoli imprenditori e in genere la gente che si guadagna il pane onestamente si uccide per disperazione in questi "hard times", c'è gente che, prendendo spunto da questioni futili e inutili, fomenta il conflitto e le crisi, su cui mangia e di cui vive.  Non è questo, certo, il modo di risolvere i problemi. E per fortuna, in questo caso, si tratta solo di libri e biblioteche, che hanno resistito nei secoli a incendi, invasioni, guerre e disgrazie varie. Possono sopportare anche lo speculatore morale di turno che se ne erge a (finto ed inutile) protettore per farsi pubblicità ...

Riferimenti :
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2013/08/05/le-biblioteche-sono-in-pericolo.html

Per farsi ulteriori risate come brillante esempio di "talebanismo intellettuale" si consigliano inoltre le dichiarazioni e i commenti alla pagina: http://amicibup.wordpress.com/il-punto/

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